martedì 26 agosto 2008

Atletica azzurra: un naufragio dove si salva solo la Marcia

Ci siamo presentati a Pechino con una cinquantina di atleti, davvero troppi rispetto alle prospettive e alle ristrettezze cui altre discipline sono state costrette. L'impressione è che, in tempo di elezioni, un favore non si neghi a nessuno, ma, davvero, troppe comparse in maglia azzurra senza nessuna prospettiva erano ai Giochi. Perchè possiamo capire un giovane che deve fare esperienza, ma le Olimpiadi non possono essere viaggio-premio per onesti lavoratori delle piste da nessuna prospettiva. Che, inoltre, puntualmente non si sono migliorati ma hanno vivacchiato, paghi della partecipazione. Invece negli appuntamenti occorre essere messi nelle condizioni di esprimersi sui propri limiti, quali siano! I veri giochi per molti degli azzurri si sono svolti prima di Pechino, nelle estenuati qualificazioni. Alcuni sono arrivati all'appuntamento paghi e scarichi.

L'atletica azzurra vive un momento di media crisi, dovuta a un indubbio calo di vocazioni, all'"africanizzazione" di moltissime compagini anche europee, ma anche al soffocamento di vivai preziosi causa la troppa preponderanza data ai corpi militari, traguardo più che punto di partenza per troppi, rispetto alle società tradizionali.

E poi c'è stata la pessima gestione dei campioni.

I farseschi "casus belli" di Howe e Gibilisco. Il primo, perla rara in un negozio di bigiotteria, non è stato messo in una teca protettiva, preservato nel migliore dei modi per l'appuntamento. Gli è stato permesso di fare un giovanile colpo di testa, quei 200 in coppa Europa che gli hanno pregiudicato, viste le misure, un'occasione fantastica. Il secondo, l'astista abbandonato che ha vissuto per due anni nell'incertezza di un innocente in attesa di giudizio, condannato senza sentenza, salvo poi essere riabilitato completamente ma abbandonato a se stesso. Ha fatto davvero tenerezza l'intervista di Gibilisco dopo il suo splendido ingresso in finale. Ha detto "Io mi sto allenando da solo, nessuno mi dice cosa sto facendo, devo chiedere al primo amico che passa di li qualche consiglio". Ma Petrov è stipendiato dalla Federazioe o no? Se vuol seguire solo la splendida gallina dalle uova d'oro Isynbaeva, lo faccia! Ma uno straccio di allenatore per questo poveretto niente? Che gestione!

Poi certo, le medaglie sono arrivate con l'Oro di Schwazer e il Bronzo di Elisa Rigaudo, da atleti talentuosi e volenterosissimi, in specialità tradizionalmente vincenti. Qualche altra prestazione da togliersi il cappello c'è stata, ma si contano sulla punta delle dita. L'immenso Baldini, la prospettiva Grenot, i grintosi Obrist e Claretti che non tradiscono mai. E la Cusma, sempre vicina al salto di qualità. Mi dimentico qualcosa? Non mi pare, per il resto ci sono state solo delusioni. blogosfere.it

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